I
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Hai vita, hai polso, hai un suono
Che rilassa i cardini del corpo
Hai sonno, abbagli mentre stai
Col collo contro il buio, stai
Nel fiato infinito nel baratro reciso
Nel firmamento fragile
Col viso muto verso la dorsale delle stelle
II
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Per sempre mio e per sempre separato
Dai miei occhi, amato
Nomade delle mani, dei porti
Senza brezza, un fondo fiato di fuoco
Mi chiami e spingi la mia schiena nel vuoto
La madre è mare, è morte ed io
una palpebra furente.
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